Da oltre 35 anni il nostro locale si trova in uno dei paesi più popolati che si affacciano sul Lago del Salto, si tratta di Borgo San Pietro e oltre a gustare i Raviolini di Edo, è possibile vivere una giornata di totale relax immersi nella natura.

Il nostro Borgo, prima della costruzione della Diga del Salto negli anni ‘30, era situato all’interno della valle scavata dal fiume Salto che con lo sbarramento artificiale e l’innalzamento del livello delle acque ha creato quello che per molti anni è stato uno dei laghi artificiali più grandi d’Europa.
Il nostro paese rientra tra le frazioni del Comune di Petrella Salto e insieme a Fiumata, Teglieto e Sant’Ippolito (Comune di Fiamignano), fa parte dei paesi sommersi dall’innalzamento delle acque.
Oggi, Borgo San Pietro è un luogo che conserva il suo fascino autentico, attirando visitatori in cerca di tranquillità e bellezza. Le stradine e i panorami mozzafiato rendono questo borgo un luogo ideale per una passeggiata nel tempo. La comunità locale è orgogliosa della propria storia e si impegna a preservare il patrimonio culturale e architettonico, rendendo Borgo San Pietro un esempio di come la tradizione possa convivere con la modernità.
La Storia
Borgo è anche un paese ricco di storia.
La bonifica nella zona di Rieti e in particolare delle valli del Salto e del Turano per i progetti di sfruttamento delle risorse idriche per la produzione di energia elettrica, avviò una serie di lavori tra cui la costruzione delle due dighe del Salto e del Turano.
L’innalzamento delle acque e la sommersione dei paesi segnò un periodo di grande sconforto per tutti gli abitanti dei paesi della Valle tanto che, per anni, il lago è stato considerato una sciagura perché ha costretto molti a lasciare le proprie abitazioni repentinamente e senza possibilità di scelta. La Società Terni, società che realizzò i lavori dello sbarramento, si impegnò a finanziare la ricostruzione delle case sommerse poco sopra il livello di massimo invaso, alcuni abitanti invece scelsero di trasferirsi altrove più vicino alla città (Roma-Rieti) dove sempre a spese della società acquistarono un terreno e realizzarono al loro nuova abitazione.

Il lago ha una capacità totale di poco più di 280 milioni di metri cubi ed è collegato attraverso un canale sotterraneo lungo 8 km, che attraversa il monte Navegna, con il lago del Turano.
La sommersione e il successivo spostamento più a monte riguardò anche il Monastero delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri, che venne ricostruito al centro di quello che sarebbe poi diventato il nuovo Borgo San Pietro.
Il Monastero delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri

Nel vecchio paese sommerso intorno al 1228 è stato fondato il Monastero delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri, la cui Chiesa venne consacrata nel 1231 dal Vescovo di Rieti Rinaldo e nello stesso anno, Papa Gregorio IX mise il Monastero sotto la sua protezione con bolla del 21 luglio 1231.
Con la costruzione della Diga le acque del lago artificiale del Salto sommersero interamente l’antico monastero medievale e, per via della celerità nella realizzazione dei lavori e dell’innalzamento delle acque, solamente la Cappella di Santa Filippa venne interamente recuperata, grazie all’intervento della sovrintendenza alle belle arti de L’Aquila, che obbligò la Società Terni a finanziare il lavoro di esportazione degli affreschi, smontaggio dell’intera Cappella per trasferirla all’interno del nuovo monastero, dove ancora oggi è possibile visitarla.
Al centro della cappella è presente il corpo di Santa Filippa, racchiuso urna costruita subito dopo la ricognizione dei suoi resti mortali avvenuta nel 1706.

All’interno del Monastero è presente anche un museo curato dalle Suore con alcuni documenti antichi custoditi nell’archivio che risalgono agli ultimi decenni del XII secolo che narrano e classificano la storia dell’antico monastero fondato da Filippa Mareri come appartenente all’Ordine di S. Damiano, 2°ordine francescano, istituzionalizzato da papa Gregorio IX. È presenta anche molto materiale di natura civile: lasciti testamentari, donazioni, atti di compravendita, che testimoniano la funzione di archivio svolta dal monastero per il territorio locale.
Il museo ripercorre anche la vita monastica di varie epoche con l’esposizione di reperti decorativi, arredi, lavori artigianali, oggetti di vita quotidiana in uso dalle religiose del tempo, ricettari e attrezzi di farmacia.
La Diga del Salto
La diga del Salto, come detto, venne costruita dalla Società Terni insieme ad una serie di opere finalizzate alla bonifica della piana reatina.
Il progetto fu realizzato nel 1916 da Guido Rimini, ingegnere capo della provincia di Perugia (di cui all’epoca Rieti faceva parte) prevedeva la risoluzione del problema non con un maggiore deflusso delle acque contenendo le acque a monte e regolando il flusso dei due principali affluenti del Velino, il Salto e il Turano. Contemporaneamente si creò la captazione delle acque di un altro affluente del Velino, le sorgenti del Peschiera, tramite la realizzazione dell’acquedotto del Peschiera che oggi è il maggiore acquedotto di Roma.
L’imponente diga a gravità è alta circa 104 metri, è stata inaugurata nell’estate del 1940 ma l’impianto di produzione di energia elettrica fu completato soltanto dopo la guerra.

Come raggiungerci?
La principale arteria stradale a servizio di Borgo San Pietro è la strada statale 578 Salto Cicolana (detta anche “superstrada Rieti-Torano”), una strada a scorrimento veloce che collega il Borgo da un lato al capoluogo di provincia Rieti e dall’altro al casello dell’autostrada A24 che permette di raggiungere: Roma e Teramo in poco più di 1 ora, L’Aquila e l’impianto sciistico di Campo Felice in 40 minuti, Pescara in circa 1 ora 20 minuti.
La strada provinciale 67 invece passa nella parte bassa del paese e costeggia il lago. Prima della realizzazione della SS578 costituiva il collegamento con Rieti e da essa si diramano la strada provinciale 22/A che collega borgo San Pietro al capoluogo comunale Petrella Salto e una strada comunale per la frazione Oiano.

📸 Foto credit Gabriele Giuli.
