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Esplorando il Cicolano: Petrella Salto

Oggi il nostro viaggio nel Cicolano ci porta nel capoluogo del nostro Comune, ovvero Petrella Salto.

Situata a 786 m s.l.m. il capoluogo comunale è uno dei borghi medievali del Cicolano, il primo che si incontra percorrendo la strada statale da Rieti. Oltre a luoghi istituzionali come la sede comunale, Petrella vanta numerosi luoghi storici che ogni anno attraggono molti turisti.

Palazzo Maoli, il Santuario di Santa Maria Apparì che si trova sulla strada comunale che porta a Borgo San Pietro, la chiesa di Sant’Andrea Apostolo situata nella piazza centrale del paese, la chiesa di Santa Maria Assunta situata nella parte alta del paese e la Rocca dei Cenci che sovrasta il paese.

Fino al 1927 faceva parte della provincia dell’Aquila e, dal 1233 al 1861, per oltre 600 anni, è stato parte integrante del Giustizierato d’Abruzzo e della provincia Abruzzo Ulteriore II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L’Aquila.

La Storia

I primi cenni storici di Petrella risalgono all’epoca normanna dove venne menzionata nel Catalogus Baronum, un registro che veniva stilato dalla curia di Palermo e che consiste in un elenco dovuto dai feudatari della parte continentale del regno normanno, che serviva per scopi bellici.

Petrella Salto fece parte dal XII secolo dei feudi dei conti Mareri e nel XVI secolo fu venduta all’imperatore Carlo V, il quale l’assegnò al fedele Marzio Colonna. Il territorio passò ai Barberini e infine fu inglobato nel regno di Napoli.

Il comune è celebre soprattutto per un tragico episodio avvenuto nel 1598 quando Beatrice Cenci, con il consenso dei fratelli e della matrigna, organizzò l’uccisione del padre il conte Francesco Cenci, un nobile romano figlio del tesoriere generale della Camera apostolica da cui ereditò una cospicua fortuna. Beatrice per il parricidio fu poi condannata alla decapitazione.

Cosa visitare?

Il borgo di Petrella è ben conservato ed è possibile visitare, oltre che la parte architettoniche del paese fatta di viottoli tra le case, anche alcuni edifici storici.

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta risale alla seconda metà del 1100, fu ampliata e restaurata dai figli di un certo notaio Giovanni De Lucta nel 1391. Ha un’abside semicircolare e un portale del secolo XV con materiali di epoca classica, stratificazioni architettoniche e pittoriche di vari secoli. È stato il luogo di sepoltura di Francesco Cenci dopo l’uccisione per mano della figlia Beatrice e di alcuni complici.

La Chiesa di Sant’Andrea, datata Anno Domini 1643, era la cappella della famiglia Novelli-Dionisi-Ferretti. Restaurata dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Artistici del Lazio, venne consacrata dal vescovo Giuseppe Molinari il 1° novembre 1991.

Il Santuario di S. Maria Apparì ha un’architettura a pianta centrale ottagonale. Luogo di grande devozione mariana, nata in seguito alle apparizioni della Madonna ad una fanciulla.

Palazzo Maoli situato al lato della piazza principale del paese, è stato costruito nel seicento in stile manierista, insieme alla chiesa di Sant’Andrea, dalla famiglia mercantile dei Novelli, è una maestosa costruzione dove all′esterno spiccano i bugnati e il grandioso portale in pietra viva scalpellata. All’interno il cortile presenta tre ordini di arcate a tutto sesto, il salone di rappresentanza, presenta un grande camino in pietra scolpita. In alcune stanze, all’ultimo piano, si possono ammirare alcuni soffitti con volte a vela affrescate.

Rocca Cenci oltre ad essere un luogo storico è il simbolo del capoluogo, anche per la sua posizione di predominanza sul paese e sulla vallata che arriva alle rive del Lago del Salto. È possibile visitare il rudere del vecchio possedimento della famiglia Cenci, nel quale si compì il delitto di Francesco Cenci, oltre che una splendida veduta su tutta la vallata.

📸 Foto credit Gabriele Giuli.

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